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Toub (noto anche come ladiri, adobe, Mattone in terra cruda)

Il ricorso a mattoni di terra cruda (adobe) per realizzare murature portanti è una della tecniche del costruire con la terra.
Sicuramente il costruire con mattoni lasciati essiccare da soli è una delle tecniche costruttive più antiche utilizzate dall’uomo. Il termine adobe infatti è il risultato di successive traduzioni dell’egiziano THOBE che significa appunto mattone. Gli arabi lo hanno tradotto in OTTOB che è poi diventato adobe in spagnolo e toub in francese.
Questa tecnica è diffusa in molte aree del pianeta, soprattutto nei climi caldi e nelle regioni caratterizzate da scarsità di pietrame.
Malgrado questa tecnica si adatti bene alla scarsità di mezzi di lavorazione (in numerosi paesi gli i mattoni crudi vengono ancora realizzati a mano), attualmente si assiste ad una produzione industrializzata di adobe, soprattutto nel Usa (Nuovo Messico e California) ed Australia.
Nel Nuovo Messico, regione caratterizzata da fortissime escursioni termiche sia stagionali che giornaliere, la cultura dell’adobe è diffusissima.
In questa regione si registra infatti un grande incremento nell’utilizzo di mattoni di terra cruda, soprattutto grazie a tecniche di sfruttamento passivo dell’energia solare.
Il mattone crudo infatti, ha un’elevata capacità di accumulo termico abbinato a scarso potere isolante e quindi si presta bene ad essere utilizzato in abbinamento con serre solari.
La grande capacità di accumulo termico è in grado inoltre, da sola, di evitare il rischio di surriscaldamento nel periodo estivo.
Gli adobe vengono realizzati modellando a mano, o colando dentro appositi stampi, un impasto di terra e sabbia. In alcuni casi (ad esempio in Sardegna) vengono aggiunte piccole quantità di paglia tagliata fine che conferisce al mattone migliori prestazioni in termini di resistenza meccanica e (i misura limitata) di isolamento termico.
In Italia realizzazioni in mattoni crudi si trovano soprattutto in Sardegna nel Campidano (dove gli adobe vengono chiamati ladiri), Basilicata, Calabria, pianura padana e parte del Piemonte, dell’Abruzzo, delle Marche e della Toscana.
In Sardegna, a San Sperate (Cagliari) c’è un museo dedicato interamente al ladiri.
In alcune aree del nord e del centro Europa i mattoni in terra cruda vengono utilizzati con funzione non portante, bensì come tamponamento in strutture a telaio di legno.
Questa tecnica, come tutte le altre tecniche del costruire con l’argilla cruda risulta particolarmente interessante nel campo della BioEdilizia e dell’autocostruzione e per fornire capacità di accumulo termico nelle case di legno.
La coppia legno e argilla risulta inoltre particolarmente interessante in quanto, l'argilla assorbendo l'umidità dal legno (o da altre sostanze organiche) fa sì che non sorgano problemi dovuti a micosi ed insetti.
L’utilizzo di abobe è particolarmente indicato per realizzazioni di abitazioni mirate al risparmio energetico, anche nel periodo invernale, qualora le pareti esterne siano abbinate a serre solari o ad un isolamento a cappotto.


Terra battuta (noto anche come Pisé o Stamflehm)

È una tecnica del costruire con la terra che consiste nell'estrazione della terra e nel successivo versamento della stessa (proseguendo a strati di circa 20 cm) all'interno di casseri.
A tal punto la terra viene compattata tramite pressione. Si procede per strati successivi. La tecnica del pisè è adatta sia per la realizzazione delle pareti portanti che dei tramezzi. Per quanto riguarda le pareti esterne è bene applicare un'intonacatura e, nei climi freddi, è consigliato anche un isolamento termico (posto all'esterno delle stesse, ovvero di un isolamento a cappotto).
La tecnica del pisé si è sviluppata nel medio oriente e si è diffusa poi nel Maghreb; da qui in Spagna ed infine al resto d'Europa.
In Italia edifici realizzati in terra battuta si trovano soprattutto in Piemonte dove sono ancora visibili numerose cascine, edifici urbani, ville, scuole, ecc...(nell'area compresa fra Tortona, Alessandria e Novi Ligure circa il 30% del costruito è stato realizzato con questa tecnica). Visto lo spessore dei muri (almeno 20 cm, ma molto di più per le pareti portanti), con questa tecnica l’edificio risulta caratterizzato da una grande massa.
La tecnica del pisé pertanto è particolarmente indicata per i luoghi molto caldi o caratterizzati da forti escursioni termiche. Infatti la grande massa monolitica delle pareti (che si traduce in inerzia termica) contribuisce a mantenere costante la temperatura all'interno dell'edificio.
Vista l'economicità del materiale utilizzato, la tecnica della costruzione in terra battuta risulta particolarmente indicata per l'autocostruzione.
Attualmente in alcuni paesi come Francia, l'Australia e USA, si è vista una vera e propria riscoperta di questa tecnica. Sono state messe a punto tecniche nuove per ridurre i tempi di realizzazione ed incrementare le prestazioni. Si è addirittura giunti alla prefabbricazione di blocchi di pisè con sistemi brevettati.
Questa tecnica, come tutte le altre tecniche del costruire con l’argilla cruda risulta particolarmente interessante nel campo della BioEdilizia e dell’autocostruzione e del risparmio energetico (se abbinata ad un isolamento a cappotto).


Terra-legno (noto anche come holzlehm)

È un metodo del costruire con la terra che consiste in una variante della tecnica della terra-paglia, ovvero nel riempire lo spazio fra due casseri con fibra di legno (al posto della paglia) bagnata con terra liquida (barbottina).
La tecnica della terra-legno può essere vista come una rielaborazione del torchis dal quale si differenzia per il basso contenuto di terra, infatti si utilizza poca terra con la sola funzione di tenere unite le fibre di legno e di proteggerle. L'argilla infatti, assorbendo l'umidità dal legno (o da altre sostanze organiche) fa sì che non sorgano problemi dovuti a micosi ed insetti.
L’inerzia termica ottenibile con questa soluzione è bassa (comunque maggiore di quella ottenibile con la terra-paglia), pertanto la tecnica della terra-legno non è particolarmente indicata per i climi caldi o caratterizzati da elevate escursioni termiche giornaliere. È invece molto adatta ai climi freddi poiché le fibre di legno, ricoperte da uno strato di terra, garantiscono un elevato isolamento termico. Questa tecnica, in tali climi, è quindi un’ottima soluzione rivolta al risparmio energetico.
Durata e buona resistenza al fuoco sono altre due importanti caratteristiche della terra-legno.
Questa tecnica, come tutte le altre tecniche del costruire con l’argilla cruda risulta particolarmente interessante nel campo della BioEdilizia e dell’autocostruzione e per la realizzazione di case in legno.


Terra-paglia (noto anche come Leichtlehm o terrepaille)

È una tecnica del costruire con la terra che consiste nel riempire lo spazio fra due casseri con paglia a fibra lunga bagnata con terra liquida (barbottina).
Il metodo della terra-paglia, inventato in Germania, può essere visto come una rielaborazione del torchis dal quale si differenzia per il basso contenuto di terra, infatti si utilizza poca terra con la sola funzione di ricoprire e tenere unita la paglia.
L’inerzia termica ottenibile con questa soluzione è bassa, pertanto la tecnica della terra-paglia non si addice ai climi caldi o caratterizzati da elevate escursioni termiche giornaliere. È invece molto adatta ai climi freddi poiché la paglia, ricoperta da uno strato di terra, garantisce un elevato isolamento termico. Questa tecnica, in tali climi, è quindi un’ottima soluzione rivolta al risparmio energetico.
Durata e buona resistenza al fuoco sono altre due importanti caratteristiche della terra-paglia.
Siccome la terra-paglia risulta essere una soluzione molto interessante per i paesi con clima freddo, in alcuni di questi si ricorre a prefabbricazione.
Si adatta molto allo riempimento degli spazi delle strutture portante a telaio di legno (Fachwerkhaus o colombage).
Questa tecnica, come tutte le altre tecniche del costruire con l’argilla cruda risulta particolarmente interessante nel campo della BioEdilizia e dell’autocostruzione e per la realizzazione di case in legno.


Torchis (noto anche come Strohlehm o wattle and daub)

È una tecnica del costruire con la terra che consiste nel rivestire con un impasto a base di terra e paglia una griglia di legno o altro materiale (rami di nocciolo o salice) fissata ad una struttura portante in legno.
Si tratta di una tecnica molto antica e diffusa in passato in molte parti del mondo.
Oggi anche nei paesi industrializzati si sta riscoprendo questa tecnica. In Francia e Germania ad esempio vengono commercializzati degli impasti pronti all’uso, mentre in Giappone viene considerata una tecnica nobile in quanto usata per tradizione nella realizzazione di templi e case del tè.
La parte più laboriosa della tecnica del torchis consiste nella predisposizione del grigliato sul quale deve essere posato l’impasto. Per questo motivo in alcuni paesi si è pensato di realizzare dei pannelli prefabbricati da applicare direttamente alla struttura a telaio. Questi pannelli risultano quindi molto adatti nella realizzazione di case di legno.
Il torchis è particolarmente indicato per la realizzazione pareti interne in quanto lo spessore massimo solitamente raggiungibile è di 20 cm circa. Si adatta molto bene alle realizzazioni a telaio ligneo anche perché la sua elasticità è molto simile a quella del legno ed inoltre, con la sua massa può sopperire alla scarsa inerzia termica che caratterizza le costruzioni con struttura portante a telaio di legno (Fachwerkhaus o colombage).
Questa tecnica, come tutte le altre tecniche del costruire con l’argilla cruda risulta particolarmente interessante nel campo della BioEdilizia e dell’autocostruzione e del risparmio energetico.


Teleriscaldamento

Caso particolarmente interessante di contabilizzazione del calore è quello del teleriscaldamento. In questa situazione la produzione del calore non avviene nell’edificio da riscaldare, ma al di fuori di esso ricorrendo a centrali termiche di medie dimensioni caratterizzate da altissimi rendimenti e che forniscono calore a più edifici. Il calore viene trasportato tramite tubature con alto isolamento termico alle singole utenze che saranno dotate di apposito contatore per verificare i consumi da addebitare. Le centrali di produzione del calore possono utilizzare varie fonti di energia. Esistono ad esempio anche casi di applicazioni di geotermia, ovvero del calore di acque sotterranee ad alta temperatura (Ferrara, Bagno di Romagna, ecc.). Si hanno casi di teleriscaldamento anche con recupero del calore di certe lavorazioni industriali o della combustione dei rifiuti. Il teleriscaldamento ovviamente richiede un certo impegno in fase di pianificazione e purtroppo raramente viene preso in considerazione in quanto spesso viene considerato azzardato. Contrariamente a quanto si possa pensare la tecnica è matura da tempo. Le prime applicazioni di questa tecnica infatti sono state realizzate a Stoccolma più di cento anni fa.


Trasmittanza

Indica la capacità di una struttura di lasciare passare il calore.
Indica cioè quanta energia (sotto forma di calore) passa attraverso un metro quadro di struttura (indipendentemente dal suo spessore e dalla sua composizione) nell’unità di tempo quando la differenza di temperatura dell’aria a contatto sulle due superfici che la delimitano è di un grado.
Quanto più il valore è basso, più l’effetto isolante della struttura è elevato.
La Trasmittanza è strettamente legata al tema del risparmio energetico soprattutto nel periodo invernale, mentre, per quanto riguarda il risparmio energetico durante l’estate, (strettamente legato al comfort termico) devono essere presi in considerazione anche altri parametri quali Capacità termica, Coefficiente di accumulo del calore o Capacità termica volumica, Diffusività termica, Sfasamento, Smorzamento

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